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Autore Topic: Poesie di grandi poeti  (Letto 12909 volte)

Online lunadiperla

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #120 il: Giovedì 2010/02/04 23:09:18 »
Ero perso con lo sguardo verso il mare
Ero perso con lo sguardo nell'orizzonte,
tutto e tutto appariva come uguale;
poi ho scoperto una rosa in un angolo di mondo,
ho scoperto i suoi colori e la sua disperazione
di essere imprigionata fra le spine
non l'ho colta ma l'ho protetta con le mie mani,
non l'ho colta ma con lei ho condiviso e il profumo e le spine tutte quante.
Ah, stenderei il mio cuore come un tappeto sotto i tuoi passi,
ma temo per i tuoi piedi le spine di cui lo trafiggi.

Hafez

 
Vivere é la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più.Oscar Wilde

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #121 il: Lunedì 2010/03/15 23:41:36 »

The Science Of The Night


I touch you in the night, whose gift was you,
My careless sprawler,
And I touch you cold, unstirring, star-bemused,
That have become the land of your self-strangeness.
What long seduction of the bone has led you
Down the imploring roads I cannot take
Into the arms of ghosts I never knew,
Leaving my manhood on a rumpled field
To guard you where you lie so deep
In absent-mindedness,
Caught in the calcium snows of sleep?

And even should I track you to your birth
Through all the cities of your mortal trial,
As in my jealous thought I try to do,
You would escape me--from the brink of earth
Take off to where the lawless auroras run,
You with your wild and metaphysic heart.
My touch is on you, who are light-years gone.
We are not souls but systems, and we move
In clouds of our unknowing
like great nebulae.

Our very motives swirl and have their start
With father lion and with mother crab.
Dreamer, my own lost rib,
Whose planetary dust is blowing
Past archipelagoes of myth and light
What far Magellans are you mistress of
To whom you speed the pleasure of your art?
As through a glass that magnifies my loss
I see the lines of your spectrum shifting red,
The universe expanding, thinning out,
Our worlds flying, oh flying, fast apart.

From hooded powers and from abstract flight
I summon you, your person and your pride.
Fall to me now from outer space,
Still fastened desperately to my side;
Through gulfs of streaming air
Bring me the mornings of the milky ways
Down to my threshold in your drowsy eyes;
And by the virtue of your honeyed word
Restore the liquid language of the moon,
That in gold mines of secrecy you delve.
Awake!
My whirling hands stay at the noon,
Each cell within my body holds a heart
And all my hearts in unison strike twelve.

S. Kunitz.
_ "...ma se mi tagliano la testa, sono io e la mia testa o io e il mio corpo? E che diritto ha la mia testa di chiamarsi Io?"
_ Starlette: "Questa marmellata di more sa di pesce!" eh...
_ "In questa immagine ci sono ben 47 persone. Nessuna di loro è visibile."
(per ora basta e domani boh)
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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #122 il: Martedì 2010/03/16 04:22:20 »
Hai la traduzione in italiano per chi come me non mastica l'inglese per capire ed apprezzare?
« Ultima modifica: Martedì 2010/03/16 18:53:09 da lunadiperla »
Vivere é la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più.Oscar Wilde

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #123 il: Martedì 2010/03/16 09:05:39 »
Hai la traduzione in italinao per chi come me non mastica l'inglese per capire ed apprezzare?

Finora MAI avuta.

_ "...ma se mi tagliano la testa, sono io e la mia testa o io e il mio corpo? E che diritto ha la mia testa di chiamarsi Io?"
_ Starlette: "Questa marmellata di more sa di pesce!" eh...
_ "In questa immagine ci sono ben 47 persone. Nessuna di loro è visibile."
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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #124 il: Martedì 2010/03/16 18:55:54 »
Peccato..
sarebbe meglio mettere qui testi tradotti in italiano o con traduzione a fronte
per renderli fruibilli da tutti


torno in topic


Emily Dickinson

La bellezza non ha causa: esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe del prato,
quando il vento vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.
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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #125 il: Martedì 2010/03/16 19:14:18 »
Peccato..
sarebbe meglio mettere qui testi tradotti in italiano o con traduzione a fronte
per renderli fruibilli da tutti


Totalmente contraria.


_ "...ma se mi tagliano la testa, sono io e la mia testa o io e il mio corpo? E che diritto ha la mia testa di chiamarsi Io?"
_ Starlette: "Questa marmellata di more sa di pesce!" eh...
_ "In questa immagine ci sono ben 47 persone. Nessuna di loro è visibile."
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Offline Ade

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #126 il: Venerdì 2010/07/09 07:49:50 »
Guido Gozzano

Della testa di morto 


D'estate, in un sentiero di campagna,
v'occorse certo d'incontrare un bruco
enorme e glabro, verde e giallo, ornato
di sette zone oblique turchiniccie.
Il bruco errava in cerca della terra
dove affondare e trasmutarsi in ninfa;
e dalla gaia larva, a smalti chiari,
nasceva nell'autunno la più tetra
delle farfalle: l'Acherontia Atropos.

Certo vi è nota questa cupa sfinge
favoleggiata, dal massiccio addome,
dal corsaletto folto, con impresso
in giallo d'ocra il segno spaventoso.

Natura, che dispensa alle Dïurne
i colori dei fiori e delle gemme,
Natura volle l'Acherontia Atropos
simbolo della Notte e della Morte,
messaggiera del Buio e del Mistero,
e la segnò con la divisa fosca
e d'un sinistro canto. L'entomologo
tuttora indaga come l'Acherontia
si lagni. Disse alcuno, col vibrare
dei tarsi. Ma non è. Mozzato ho i tarsi
all'Acherontia e s'è lagnata ancora.
Parve ad altri col fremito dei palpi.
Io cementai di mastice la bocca
all'Acherontia e s'è librata ancora
per la mia stanza, ha proseguito ancora
più furibondo il grido d'oltretomba;
grido che pare giungere da un'anima
penante che preceda la farfalla,
misterïoso lagno che riempie
uomini e bestie d'un ignoto orrore:
ho veduto il mio cane temerario
abbiosciarsi tremando foglia a foglia,
rifiutarsi d'entrare nella stanza
dov'era l'Acherontia lamentosa.

L'apicultore sa che questo lagno
imita il lagno dell'ape regina
quando è furente contro le rivali
e concede alla sfinge d'aggirarsi
pei favi, sazïandosi di miele.
L'operaie non pungono l'intrusa,
si dispongono in cerchio al suo passaggio,
con l'ali chine e con l'addome alzato,
l'atteggiamento mite e riverente
detto "la rosa" dall'apicultore.
E la nemica dell'apicultore
col triste canto incanta l'alveare.

All'alba solo, quando l'Acherontia
intorpidita e sazia tace e dorme,
l'operaie decretano la morte.
Depone ognuna sopra l'assopita
un granello di propoli, il cemento
resinoso che tolgono alle gemme.
E la nemica è rivestita in breve
d'una guaina e non ha più risveglio.
L'apicultore trova ad ogni autunno,
tra i favi, questi grandi mausolei.

Farfalla strana, figlia della Notte,
sorella della nottola e del gufo,
opra non di Natura, ma di dèmoni,
evocata con filtri e segni e cabale
dalle profondità d'una caverna!
Bimbo, ricordo, per le mie raccolte,
sempre immolai con trepidanza questa
cupa farfalla, quasi nel terrore
di suscitare con la fosca vittima
l'ira d'una potenza tenebrosa.
E anche perché l'Atropo mi parla
di cose rare, dell'antiche ville.
Sul canterano dell'Impero, sotto
la campana di vetro che racchiude
le madrepore rare e le conchiglie,
sta quasi sempre l'Acherontia Atropos
depostavi da un nonno giovinetto.

L'Acherontia frequenta le campagne,
i giardini degli uomini, le ville;
di giorno giace contro i muri e i tronchi,
nei corridoi più cupi, nei solai
più desolati, sotto le grondaie,
dorme con l'ali ripiegate a tetto.
E n'esce a sera. Nelle sere illuni
fredde stellate di settembre, quando
il crepuscolo già cede alla notte
e le farfalle della luce sono
scomparse, l'Acherontia lamentosa
si libra solitaria nelle tenebre
tra i camerops, le tuje, sulle ajole
dove dianzi scherzavano i fanciulli,
le Vanesse, le Arginnidi, i Papilî.
L'Acherontia s'aggira: il pippistrello
l'evita con un guizzo repentino.
L'Acherontia s'aggira. Alto è il silenzio
comentato, non rotto, dalle strigi,
dallo stridio monotono dei grilli.
La villa è immersa nella notte. Solo
spiccano le finestre della sala
da pranzo dove la famiglia cena.
L'Acherontia s'appressa esita spia
numera i commensali ad uno ad uno,
sibila un nome, cozza contro i vetri
tre quattro volte come nocca ossuta.
La giovinetta più pallida s'alza
con un sussulto, come ad un richiamo.
"Chi c'è?" Socchiude la finestra, esplora
il giardino invisibile, protende
il capo d'oro nella notte illune.
"Chi c'è? Chi c'è?" "Non c'è nessuno. Mamma!"
Richiude i vetri, con un primo brivido,
risiede a mensa, tra le sue sorelle.
Ma già s'ode il garrito dei fanciulli
giubilante per l'ospite improvvisa,
per l'ospite guizzata non veduta.
Intorno al lume turbina ronzando
la cupa messaggiera funeraria.
 

(speriam sia di buon auspicio e mi sfarfalli a settebmbre ottobre ^^ )
"Questo tempo, e la mente degli uomini che lo abitano, sono malati..."
"Killing means you never have to say sorry."



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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #127 il: Venerdì 2010/07/09 15:33:16 »
Qui ti amo...

Qui ti amo.
Negli oscuri pini si districa il vento.
Brilla la luna sulle acque erranti.
Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte, stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.

La mia vita s'affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte coni lenti crepuscoli.
Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
E poiché io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.

da Venti poesie d'amore e una canzone disperata - P.Neruda
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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #128 il: Domenica 2010/07/18 22:09:58 »

After great pain, a formal feeling comes -
The Nerves sit ceremonious, like Tombs -
The stiff Heart questions "was it He, that bore,"
And "Yesterday, or Centuries before"?
-
The Feet, mechanical, go round -
A Wooden way
Of Ground, or Air, or Ought -
Regardless grown,
A Quartz contentment, like a stone -
-
This is the Hour of Lead -
Remembered, if outlived,
As Freezing persons, recollect the Snow -
First - Chill - then Stupor - then the letting go -


____________________+o-_______________________________


Dopo un grande dolore, i sensi solenni s'atteggiano -
Come tombe i nervi siedono cerimoniosi -
Il cuore, irrigidito, si chiede: fui io a sopportare
e fu ieri, o secoli addietro?

Meccanici si muovono i piedi -
Percorso di terra, di aria, di nulla -
Un cammino legnoso,
che va a caso,
una pace di quarzo, come pietra -

Questa è l'ora di piombo -
che ricorda chi sopravvive,
come gli assiderati, la neve -
Dapprima una sensazione di freddo - poi lo stupore -
Infine la resa.


(1862)
Emily Dickinson.
Grandiosa.


_ "...ma se mi tagliano la testa, sono io e la mia testa o io e il mio corpo? E che diritto ha la mia testa di chiamarsi Io?"
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Offline Mircalla

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #129 il: Mercoledì 2010/07/21 17:35:39 »
Nothing Gold Can Stay

Nature's first green is gold
Her hardest hue to hold.
Her early leaf's a flower;
But only so an hour.
Then leaf subsides to leaf.
So Eden sank to grief,
So dawn goes down to day.
Nothing gold can stay.
(Robert Frost 1923)


NIENTE CHE SIA D'ORO RESTA
In Natura il primo verde è dorato,
e subito svanisce.
Il primo germoglio è un fiore
che dura solo un'ora.
Poi a foglia segue foglia.
Come l'Eden affondò nel dolore
Così oggi affonda l'Aurora.
Niente che sia d'oro resta.

Offline Lillies dying

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #130 il: Sabato 2010/07/24 22:35:43 »
l'heautontimorumenos   (c. baudelaire)

ti colpirò, senza odio e senza collera,come un beccaio, come mosè il sasso;
e perché possa al fine dissetare il mio sahara, le acque del dolore zampillare farò dalla tua palpebra.
rigonfio di speranza il desiderio andrà sulle tue lacrime salate come un vascello che si spinge al largo;
nel cuore inebriato dei tuoi singhiozzi, che mi son cari, echeggeranno quasi un tamburo che batte la sua carica.
non sono forse un falso accordo nella divina sinfonia, grazie all'edace ironia che mi scuote e mi morde?
tutto il mio sangue, tutto, è questo nero veleno; ed io non sono che lo specchio in cui si guarda la strega.
coltello e piaga, schiaffo e guancia, membra e ruota sono, vittima e carnefice;
sono il vampiro del mio cuore, un grande infelice, di quelli a un riso eterno dannati, e che non possono più sorridere

Offline Shevek

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #131 il: Martedì 2010/07/27 20:38:19 »
C’era una volta un gatto
che andava nel Canadà,
e questa è la metà.

portava un cartoccetto
di pane col prosciutto,
e questo è tutto.



Gianni Rodari

La notte seguitava ad andare avanti, e non c'era niente che potessi fare

Online lunadiperla

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #132 il: Giovedì 2010/08/26 16:50:39 »
Giochi ogni giorno...

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.


Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.


Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.


da Venti poesie d'amore e una canzone disperata

P.Neruda

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Re: Poesie di grandi poeti
« Risposta #133 il: Martedì 2010/08/31 15:28:59 »

Non m'importa - perché dovrebbe importarmi
Eppure temo che m'importi
Cullare un'irritante verità fino al sonno
È una breve sicurezza
Il terrore si sveglierà
persistente come la perdizione
È più arduo che affrontare
una franca avversità


---:mio commento:---sia stramaledetto il senno di più quando di tratta delle faccende del cuore---


Il Sangue è più sgargiante del Respiro
Ma non sa danzare così bene


---mio commento:---vero concordo, le cose appariscenti sono un gioco meraviglioso, mi piace.. ma non devono mai confondersi con l'essenziale---



.Emily Dickinson

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Re:Poesie di grandi poeti
« Risposta #134 il: Ieri alle 22:56:15 »
P.NERUDA

XLVIII sonetto

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

da Cento sonetti d'amore
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